Mario Monti non esclude una collaborazione con il Pdl, ma senza Berlusconi, “l’unico criterio – ha assicurato il premier – saranno le politiche riformiste: molti elettori del Pdl sono insoddisfatti perché si aspettavano la rivoluzione liberale. Magari il Pdl non sarà sempre guidato da Berlusconi”. La sua politica è una politica di riforme e sostiene con fermezza: “Non farò nessun accordo con i partiti che non abbiano un forte orientamento riformista”, quindi, “dipenderà da quali politiche Bersani riterrà di mettere in campo: se sono quelle che con piena legittimità vengono espresse dalle componenti più di sinistra e massimaliste della sua coalizione non ci sarà la possibilità di un lavoro comune”. “La lista di Mario Monti è attorno al 10 per cento e con gli alleati di coalizione arriviamo al 15-16%”, aggiunge. E nella lunga intervista a Radio Anch’io parla anche dei tagli alla politica: “Quando io parlo di tagli ai costi della politica, sono il più credibile”.
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