Savyon Liebrecht a Napoli in occasione della prima nazionale dello spettacolo ‘La banalità dell’amore’, tratto dall’omonima opera di Savyon Liebrecht, con regia di Piero Maccarinelli, con Anita Bartolucci, Claudio Di Palma. Giacinto Palmarini, Federica Sandrini. Scene Carlo De Marino, costumi Zaira de Vincentiis, luci Gigi Saccomandi, musiche Antonio Di Pofi, una produzione Teatro Stabile di Napoli-Teatro Nazionale. Al Teatro Mercadante di Napoli dal 28 febbraio all’11 marzo.
La pièce, andata in scena per la prima volta a Tel Aviv nel 2007 con grande successo e poi in Germania, racconta del discusso legame sentimentale tra la scrittrice tedesca naturalizzata statunitense Hannah Arendt e il filosofo tedesco Martin Heidegger e l’azione si svolge in due luoghi diversi, con salti di tempo e di spazio. Il primo luogo è l’interno della baita di Raphael Mendelsohn, un caro amico (fittizio) di Hannah ai tempi dell’università, innamorato di lei ma non ricambiato. Il secondo luogo è il soggiorno dell’appartamento di New York dell’ormai anziana professoressa Hannah Arendt. La baita di Raphael è altresì il teatro della relazione proibita fra la diciottenne Hannah, studentessa di filosofia all’università di Friburgo, e il professor Heidegger, sposato e di parecchi anni più anziano di lei. Nel soggiorno dell’appartamento di New York la professoressa Arendt, reduce da un infarto, riceve invece nel 1975 la visita di Michael Ben Shaked, giovane israeliano che si spaccia per uno studente di filosofia dell’università di Gerusalemme ma che in realtà è il figlio di Raphael Mendelsohn, venuto a cercarla dopo la morte del padre per scoprire una parte a lui ignota della sua vita. Mediante i dialoghi tra i due e i flashback del passato (gli incontri tra la giovane Hannah e il professor Heidegger nella baita di Raphael) la pièce ripercorre le tappe della storia d’amore impossibile, irrazionale e drammatica tra i due protagonisti.
Savyon Liebrecht è nata in Germania nel 1948 e si è trasferita in Israele da bambina. Ha studiato filosofia e letteratura all’università di Tel Aviv, città dove tuttora risiede. Ha pubblicato ‘Mele dal deserto’, ‘Prove d’amore’, ‘Donne da un catalogo’, ‘Un buon posto per la notte’, ‘Le donne di mio padre’ e ‘La banalità dell’amore’. È anche autrice di testi per il teatro e la televisione.