Governo: i punti del contratto Lega-M5S e i nomi nell’esecutivo

Ultime ore per la formazione del governo: Lega e M5S hanno chiuso l’accordo sia sui punti programmatici – il cosiddetto ‘contratto di governo‘ – sia sul nome del premier da sottoporre a Mattarella nell’ultima consultazione al Quirinale. Il nome in pole position per la presidenza del Consiglio è quello di Giuseppe Conte, professore di diritto privato vicino ai Cinque Stelle.

Per quanto riguarda le altre caselle della squadra di governo, dovrebbe essere certo l’ingresso dei capi dei due partiti con il ruolo di vice premier. Salvini dovrebbe andare all’Interno, mentre Di Maio potrebbe guidare il Lavoro o il Mise. Per la poltrona di sottosegretario alla presidenza del Consiglio il favorito sarebbe il vice segretario federale della Lega, Giancarlo Giorgetti. Infine, ma ancora da definire, si parla di figure di esperti per gli Esteri e il Tesoro.

In attesa di sviluppi sul fronte del Quirinale, vediamo il contratto di programma tra Lega e Movimento 5 Stelle per un nuovo Governo di ‘alleanze’. Circa 40 pagine programmatiche, che toccano temi di vario genere, dalla Cultura all’Ambiente, dall’Università all’Agricoltura, dalla Previdenza alla Giustizia. Stralciata l’uscita dall’Euro, tra i punti in programma ci sono alcune conferme rispetto alla prima bozza:

  • Sussidio di disoccupazione per indigenti (reddito di cittadinanza), pari a 780 euro a persona.

La misura si configura come uno strumento di sostegno al reddito per i cittadini italiani che versano in condizione di bisogno; l’ammontare dell’erogazione è stabilito in base alla soglia di rischio di povertà calcolata sia per il reddito che per il patrimonio. L’ammontare è fissato in 780,00 Euro mensili per persona singola, parametrato sulla base della scala OCSE per nuclei familiari più numerosi. A tal fine saranno stanziati 17 miliardi annui.

  • Riduzione tasse (flat tax), con due aliquote IRPEF al 15% e 20% per i lavoratori (persone fisiche, partite IVA e famiglie) e una al 15% per le società. Per le famiglie è prevista una deduzione fissa di 3mila euro in base al reddito.

La parola chiave è ‘flat tax’, caratterizzata dall’introduzione di aliquote fisse, con un sistema di deduzioni per garantire la progressività dell’imposta, in armonia con i principi costituzionali. Punto di partenza è la revisione del sistema impositivo dei redditi delle persone fisiche e delle imprese, con particolare riferimento alle aliquote vigenti, al sistema delle deduzioni e detrazioni e ai criteri di tassazione dei nuclei familiari.

  • Pensione di cittadinanza a chi vive sotto la soglia minima di povertà.

La proposta è rappresentata da un’integrazione per un pensionato che ha un assegno inferiore ai 780,00 euro mensili, secondo i medesimi parametri previsti per il reddito di cittadinanza.

  • Espulsioni immigrati irregolari e centri per il rimpatrio, con dettagli ancora da definire.
  • Vincolo parlamentari, che decadono se si iscrivono ad un partito diverso da quello con cui è stati eletti.
  • Comitato di riconciliazione, ossia un governo ombra per risolvere le controversie interne alla coalizione, che oltre a premier e ministri interessati include i due leader di partito e i capigruppo.

 Il contratto offre fin da subito la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi del lavoratore è almeno pari a 100, con l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva, tenuto altresì conto dei lavoratori impegnati in mansioni usuranti.

Inoltre è necessario riordinare il sistema del welfare prevedendo la separazione tra previdenza e assistenza.
Verrà prorogata la misura sperimentale ‘opzione donna’ che permette alle lavoratrici con 57-58 anni e 35 anni di contributi di andare in quiescenza subito, optando in toto per il regime contributivo. Prorogheremo tale misura sperimentale, utilizzando le risorse disponibili.

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